Una sensazione di sicurezza con il telo di mussola

30.07.2018 16:28

Torna di moda una pratica dimenticata da tempo.

Al giorno d'oggi una neo mamma alle prese con il suo neonato non ha che l'imbarazzo della scelta se deve acquistare indumenti, asciugamani e accappatoi per il suo piccolo. Come spesso accade, però, sono i consigli della nonna i migliori per garantire il benessere del piccolo e anche la tranquillità della mamma. Tutti i pediatri sono infatti concordi nel dire che il metodo più giusto per far riposare bene un bambino appena nato consiste nel fasciarlo. Se quindi la pratica della fasciatura potrebbe sembrare demodè, ecco invece che se ne riscopre il valore, valore che mamme di ogni epoca e di ogni parte del mondo hanno sempre conosciuto. 

Perché fasciare un bambino è utile al suo benessere? Perché con la fasciatura si ricrea intorno a lui un ambiente simile a quello dell'utero materno in cui era alloggiato fino a poco tempo prima. A volte i neonati hanno scatti improvvisi che ne interrompono il sonno. Questo piccolo tic viene chiamato riflesso di Moro e si pensa sia legato al fatto che il bimbo cerchi ancora le pareti della pancia della mamma. La fasciatura aiuta a impedire questi scatti, e quindi consente al bambino di dormire meglio. Senza contare che è un'efficace prevenzione per le terribili morti bianche dei neonati. Naturalmente la fasciatura deve essere eseguita a regola d'arte, usando il tessuto più giusto e ricordando la regola d'oro: il bambino non deve sentirsi legato nei movimenti, ma abbracciato, cullato e protetto.

Cominciamo coni il descrivere qual è il telo preferibile per la fasciatura. Ancora una volta dobbiamo andare a frugare nei cassetti delle nonne, pecche il tessuto migliore in assoluto per il benessere dei pargoletti è il telo di mussola. La mussola è una stoffa che si caratterizza per la tramatura molto sottile, sembra quasi una garza da medicazione. Può essere fatta in bambù, ma la migliore è quella di cotone. La mussola è leggera, non fa sudare il bimbo perché lascia la pelle traspirare, non lo costringe per via della sua peculiare tramatura. Anche se il piccolo si muove, la mussola continuerà ad avvolgerlo dolcemente. La mussola è un tessuto antichissimo: il suo nome si deve alla città di Mosul, cittadina irachena da dove venne importata in Europa nel XVII secolo. Ma in medio oriente era conosciuta e usata da molto prima. Basti sapere che gli antichi Egizi la usavano per fasciare le loro mummie, e che i romani e i greci ne facevano delle tuniche. In Europa le nobildonne Settecentesche usavamo indossare sotto le loro pesanti gonne della biancheria in mussola. Questo perché la mussola è un tessuto versatile e fresco, e infatti fin dall'antichità le mamme la usavano per fasciare i propri bambini, ben prima che venissero creati vestitini in materiale sintetico.

Se per le mamme occidentali la fasciatura è una piacevole e utile riscoperta, in giro per il mondo questa pratica non è mai stata del tutto abbandonata. In Russia e nei Paesi slavi i bimbi vengono fasciati in ospedale, appena partoriti; in Africa le mamme li portano con sè dentro coloratissime fasciature. Non resta quindi che scoprire qual è il modo più corretto per fasciare il bambino, affinché possa dormire tranquillo senza essere eccessivamente disturbato dalle temibili coliche. Il telo di mussola va piegato a metà, a formare un triangolo. Il bimbo va posto nel mezzo, con le spalle all'altezza del limite superiore del telo. Si prende il braccino sinistro, lo si avvolge con il lembo del telo, poi si piega il telo verso il corpo del bambino e lo si passa sotto, in modo da bloccarlo. Il lembo inferiore della mussola va piegato verso l'alto, sui piedi del piccolo, e fissato dentro la scollatura. Infine si prende il lembo destro, lo si passa intorno al braccino destro, e lo si avvolge intorno al corpo del piccolo. Bisogna sempre ricordarsi di non stringere troppo. Ora il bambino potrà dormire sonni tranquilli! Da ultimo va ricordato che il telo di mussola è utile anche per altri scopi: per coprire la carrozzina se c'è troppo sole, per allattare il piccolo, per il rigurgito post pappa e per ogni altra esigenza della mamma e del suo bebè.


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