Esplorare il mistero della vita

30.05.2018 16:12

L'evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha travolto un po' tutti noi, ma di certo coloro che hanno subito l'impatto maggiore sono quelli che appartengono alle nuove generazioni. I bambini e i ragazzi che sono nati già in piena epoca informatica sono chiamati Millennials e spesso se ne decanta la loro innata abilità con i dispositivi di ultima generazione, quelli che invece noi adulti facciamo un po' fatica a capire e ad adoperare. Ma davvero per loro è un così grande vantaggio riuscire a usare uno schermo touch come se letteralmente fossero nati tenendolo in mano? In realtà la questione pone diverse problematiche che accendono la comunità degli studiosi, specie gli psicologi infantili che si interrogano su quanto sia davvero opportuno rendere avvezzi fin dalla più tenera età i nostri figli all'utilizzo di computer, smartphone e tablet. Il dibattito è tutt'altro che chiuso, ma ci sono alcune caute conclusioni a cui si può dire di essere giunti. Non si devono demonizzare i dispositivi tecnologici: i bambini di oggi, adulti di domani, avranno la necessità di usarli e quindi prima prendono dimestichezza con loro, tanto meglio è. Ciò non vuole dire però che devono dimenticare del tutto il modo più tradizionale di fare le cose, in primis di giocare. 

Un tempo i bambini vivevano prevalentemente all'aria aperta: i loro giochi erano la campana, il nascondino, la corsa. Stavano insieme per la maggior parte del giorno e imparavano a conoscere il mondo circostante e il loro corpo attraverso l'esperienza diretta. Oggi, purtroppo, questo non accade più per molti motivi. Il primo è che le città in cui viviamo sono diventate pericolose, e lasciare un bambino giocare da solo all'aperto non è più possibile come lo era un tempo. In parte però è complice la pigrizia dei genitori, che anziché accompagnare i figli al parco preferiscono lasciarli davanti al computer. Questo però può avere delle gravi ripercussioni sia sulla loro salute, sia fisica che mentale. Uno studio recente ha dimostrato come i bambini di oggi stiano diventando letteralmente incapaci di tenere una matita in mano, abituati come sono a manipolare device muniti di schermi che si attivano al tocco. In questo modo perdono alcune basilari funzionalità della mano e del braccio; non sviluppano i muscoli e non crescono in modo corretto. La crescita del corpo umano deve passare necessariamente attraverso la manipolazione, la conoscenza diretta delle cose e degli oggetti. Il tablet o lo smartphone possono essere dei supplementi all'educazione infantile, ma non possono in alcun modo sostituire l'esperienza fatta sul campo. Un bambino ha la necessità di stare con altri bambini, di osservare il mondo circostante con i suoi occhi e non attraverso il filtro di uno schermo. Il rischio che si corre è che la sua percezione della realtà risulti distorta, e che possa fare difficoltà a distinguere ciò che è reale da ciò che è virtuale.

Senza menzionare i numerosi svantaggi per la salute: se un bambino non trascorre un ragionevole numero di ore al giorno all'aria aperta, non assimila abbastanza vitamina D e questo rende il suo organismo più fragile, maggiormente esposto a patologie e carenze o intolleranze. Passare tutto il giorno chiuso in casa, giocando ai videogiochi o seguendo cartoni animati e serie tv in streaming, non solo spegne la creatività che è innata nei bambini, poiché al posto di un foglio bianco si pone davanti a loro un contenuto già confezionato e finito, ma rovina anche la loro salute, rendendoli gracili, deboli e incapaci di affrontare il mondo esterno. Anche i bambini contemporanei hanno bisogno di rotolarsi nel fango, di correre sulle biciclette senza pedali in gare forsennate, di fare disegni impiastricciandosi tutti con i colori. Lasciare che il proprio figlio giochi in questo modo è di certo più impegnativo per un genitore, ma è fondamentale per il benessere del piccolo. Ogni padre o madre si dovrebbe mettere al fianco del proprio figlio per spiegargli come fa una farfalla a diventare così bella, mentre prima era solo un bruco. Certo, il bambino potrebbe andare su Google a cercare il ciclo vitale delle farfalle: ma questo insegnamento si radicherà molto più in profondità nella sua giovane mente se invece che un freddo schermo del computer sarà la voce della sua mamma o del suo papà a raccontargli l'incredibile mistero della vita e della bellezza del mondo che ci circonda.


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